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ORIGINI DELL'ARTE IRREGOLARE

L’arte irregolare o art brut nasce all’inizio del XX secolo dall’unione tra psichiatria e surrealismo.

I veri e propri primi fermenti di quella che oggi viene chiamata “art brut”, tuttavia, si collocano all’inizio del secolo scorso, quando André Breton – allora studente di medicina – si dedicò appassionatamente a letture di alcuni celebri studi psichiatrici, restando affascinato dalla teoria dell’inconscio di Freud.

Nel contempo altri pittori surrealisti, come Ernst e Éluard, iniziarono ad interessarsi alla psichiatria, specie in seguito alla pubblicazione, nel 1922, del saggio di Prinzhorn Produzione artistica dei malati mentali.

Durante gli anni successivi Prinzhorn raccolse e catalogò centinaia di opere, organizzando mostre e incentivando la libera espressione dei malati mentali. In questo modo si ebbe un primo contatto, l’inizio di un dialogo tra l’espressione artistica irregolare e l’arte ufficiale.

Ma, soprattutto, le opere che venivano raccolte in sempre più cliniche consentivano di avanzare un’ipotesi nuova e rivoluzionaria, ossia che la pulsione creativa nelle persone malate e in quelle sane fosse praticamente uguale.

Il termine “art brut” venne coniato nel 1947 da Dubuffet, che la definì “l’arte che si ignora, che non conosce il proprio nome, prodotta dall'ebbrezza creativa senza alcuna destinazione”.

Dubuffet creò a Parigi dapprima il Foyer de l’art brut e, successivamente, la “Compagnie de l’art brut” insieme a Breton. L’intento era quello di formulare una nuova definizione di “arte”, puntando i fari sull’attività creativa di “artisti loro malgrado”, ossia inconsapevoli, come di fatto lo erano i degenti degli ospedali psichiatrici.

ART BRUT E PSICHIATRIA: NASCITA DEI PRIMI ATELIER NEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI

Già negli anni trenta alcuni medici psicoterapeuti (Naumburg e Kramer) utilizzavano il disegno spontaneo e incoraggiavano i pazienti a fare delle libere associazioni, cercando di facilitare l’espressione di contenuti inconsci.

Arte come terapia, dunque, in grado di far sviluppare un senso d’identità, la vita simbolica e la sperimentazione di idee e sentimenti, portando ad una maturazione globale.

Solo dopo la legge Basaglia (1978) e la caduta della ‘cittadella manicomiale’, ossia lo smantellamento degli ospedali psichiatrici, l’Art Brut inizia ad affermarsi sempre più. Il significato dell’outsider art è da collocarsi sulla ricerca istintiva dell’espressione, sul lasciar fluire stati d’animo e di coscienza, lasciando che sia l’inconscio a creare, a parlare attraverso le forme e i colori, indipendentemente dalla condizione psichica di chi crea.

Orario della galleria:
17.00 - 19.30
via Dietro
Filippini 13,
37121 Verona

tel. 045 8034916
fax 045 8068035

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